Gli accessori, quelli che fanno la differenza nel tuo outfit

La cravatta è il simbolo della moda al maschile fra gli accessori

In linea di principio, la cravatta nasce per amalgamare il colore della giacca con quello della camicia, risultando coerente, e così gradevole ed armonioso alla vista, oltre che per “nascondere” in modo estetico i bottoni della camicia e donare all’insieme del completo una nota personale e di colore.

Piccoli trucchi per avere sempre un stile impeccabile e rigoroso:

  • La dimensione della cravatta dev’essere proporzionata alla corporatura di chi andrà ad indossarla, specialmente qualora si parli di un abito su misura.
  • Il nodo dev’essere proporzionato al colletto, di modo da guidare in modo armonioso lo sguardo sull’insieme.
  • La punta della cravatta deve andare a lambire la parte superiore della fibbia dei pantaloni. È importante né che la oltrepassi, né tantomeno che sia troppo corta, per mantenere il mosaico del completo bilanciato in tutti i suoi elementi.

Una cravatta per ogni occasione. Dalla formalità della cerimonia al relax quotidiano

La cravatta più formale in assoluto è il plastron, un capo che esiste sia nella sua variante maschile che in versione femminile. Nell'abbigliamento maschile è prerogativa delle occasioni particolarmente formali o importanti, quando si indossa il tight, ad esempio, o qualora si indossi una camicia con collo diplomatico.

Il plastron moderno, in uso sin dall'epoca vittoriana, si indossa eseguendo un particolare nodo, dopodiché i lembi di questo tipo di cravatta incrociati a coprire lo sparato della camicia, vengono fermanti con una spilla. Il plastron può essere di tipo tradizionale, annodabile, oppure anche premontato, come per la cravatta a farfalla, con chiusura a collare. È senza dubbio alcuno la cravatta più elegante e raffinata da abbinare ad un completo da cerimonia confezionato su misura, impeccabile e nel contempo perfettamente calibrato per la propria fisicità.

Meno formale ma sempre solenne e asciutta è la classica cravatta a tinta unita, in raso di seta o con discrete e minute fantasie. Perfetta per ricevimenti ed eventi mondani, ma anche per essere abbinata ad un sobrio e classico abito da matrimonio

Infine, informali e adatte all’uso quotidiano troviamo le cravatte in lino o cotone - perfette per l’estate - in parallelo a quelle invernali in lana pettinata, cachemere o tweed, fino alle cravatte a maglia di lana o seta, giovanili e sportive, versatili in ogni outfit e ideali per il tempo libero.

Cravatta a farfalla o papillon
Raffinatezza, eccentricità e la voglia di distinguersi

La cravatta a farfalla vede i suoi natali addirittura dal XVII secolo, quasi subito introdotta e fatta propria dalla moda maschile in Francia e successivamente in altri paesi europei. La parola deriva appunto dal termine francese cravate.
Divenuto nei secoli noto anche come farfallino, cravattino, farfalla, oppure, semplicemente papillon, rappresenta un indumento maschile alternativo alla cravatta e può essere realizzato in diversi materiali, seta, cotone, lana, e con differenti fantasie geometriche, ed esattamente come quest’ultima e può contribuire ad impreziosire o rendere ancora più singolare l’ensemble di un completo su misura.
La cravatta a farfalla consiste in un fiocco, simmetrico e di dimensioni contenute, che chiude, analogamente alla cravatta, il colletto della camicia.

La cravatta a farfalla nera, componente essenziale, dello smoking - o più comunemente black-tie - è solitamente in raso o seta lisci, dello stesso materiale della fascia che andrà a cingere la vita. La cravatta a farfalla bianca parimenti indispensabile del frac - spesso indicata con il termine inglese white-tie - è invece per lo più in pelle d'uovo o piqué, più raramente in seta.
Nelle sue varianti più moderne e sofisticate se ne annoverano anche esemplari in legno levigato, particolarmente di tendenza tra i più giovani.

Il fazzoletto da taschino
Può una cosa tanto piccola rendere un abito tanto “grande”?

Uno degli indumenti di uso più antico. Sin dai tempi della Grecia antica, i cittadini più ricchi e sofisticati, come segno di distinzione, usavano sfoggiare fazzoletti di lino bianco. L’usanza durò fino al medioevo, da quando cioè i fazzoletti iniziarono ad essere confezionati in seta. I nobili e gli altolocati abbinavano ai propri abiti - rigorosamente cuciti su misura - fazzoletti raffinatissimi, imbevuti di profumo ed essenze, tanto da diventare uno status symbol e una merce molto pregiata e richiesta in tutte le coorti, europee e non.

Col passare dei secoli, l’arte dei grandi sarti che popolavano il seguito di nobili e notabili seppe introiettare e rendere eterna questa icona di stile e personalità. Iniziò dunque a svilupparsi l’usanza di portare ben due fazzoletti, uno nel taschino interno per gli usi quotidiani, e uno esterno imbevuto con la colonia che al tempo ogni artista della sartoria confezionava ed accompagnava ai completi di propria creazione.

A differenza di ogni altro capo d’abbigliamento, il fazzoletto da taschino è un particolare in cui può essere espressa la propria fantasia quasi senza limitazioni. Può essere tranquillamente abbinato ad un abito senza cravatta, per impreziosire uno stile spigliato e sportivo e dare un tocco di colore e vivacità.

Se accompagnato ad un abito con una cravatta, andrà unicamente abbinato a quest’ultima, e sarà sufficiente che siano di tonalità simile, senza essere identici. In questo modo si potrà rendere più vivace anche un severo e raffinato abito da cerimonia, per non rinunciare né alla forma né allo stile.

Gli accessori, quelli che fanno la differenza nel tuo outfit

La Cintura
Quando l’essenziale diventa eleganza

Altrettanto semplici sono i piccoli trucchi per abbinare e scegliere alla perfezione una cintura da uomo, sia essa formale quanto piuttosto per un uso quotidiano.

La cintura maschile formale per eccellenza - senza prendere in considerazione le fasce di seta per lo smoking - è quella nera, in pelle opaca o lucida, di 2 o 2,5 centimetri, con cinque buchi, fibbia quadrata in ottone o acciaio, con cuciture dello stesso tono della pelle. Sobria, essenziale, ma non per questo meno elegante, al contrario, è un indumento che si tramanda praticamente immutato da secoli, proprio in virtù della sua semplice completezza.

Per quanto riguarda le cinture più informali e sportive, le misure rimangono più o meno le medesime, mentre invece subentrano le gradazioni del marrone o di altre tonalità più calde e rilassate come il beige o l’avorio, lo scamosciato, l’intrecciato e, eventualmente, altri tipi di pelle, come vacchetta, lucertola o coccodrillo. Sono cinture ideali per tutti i giorni, accompagnate da un abito dal taglio più giovane e sportivo dalle tinte simili.